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ALLEGATO 18- Valutazione del SGQ e del PdM

 

Gli approcci metodologici nella valutazione della qualità sono diversi, ecco alcuni criteri per affrontare un problema particolarmente delicato:

 

a)    soddisfazione dell’utente

-     punti di forza: valorizzazione del punto di vista del destinatario del processo formativo, tradizionalmente escluso dalla gestione della formazione; ricaduta positiva sui processi organizzativi ed educativi in termini di impulso al miglioramento continuo e al soddisfacimento delle attese formative

-     punti di debolezza: scarsa attenzione attribuita ai risultati formativi; la rappresentazione dell’azione formativa e l’immagine esterna rischiano di avere maggiore importanza degli esiti di apprendimento effettivamente conseguiti; difficile è l’identificazione dell’utente nel sistema scolastico in presenza di destinatari diretti: gli studenti, di destinatari indiretti: famiglie e personale della scuola, di un destinatario ultimo: il sistema produttivo e sociale.

 

b)    diagnosi organizzativa attraverso la presenza di un consulente esterno

-     punti di forza: analisi sistemica dell’organizzazione scolastica, delle risorse a disposizione, dei processi attivati e dei loro risultati; disponibilità di un flusso di informazioni strutturato e funzionale ai processi decisionali

-     punti di debolezza: centralità assunta dal consulente esterno sia in termini di scarso coinvolgimento dei soggetti interni del processo valutativo e migliorativo e scarsa attenzione alle peculiarità dei singoli contesti scolastici.

 

c)    autoanalisi di Istituto

risponde ai limiti dei precedenti e si fonda sulla revisione delle scelte organizzative ed educative da parte dei soggetti interni.

-     punti di forza: la logica autovalutativa si basa sulla comparazione tra il modello ideale di scuola che emerge dagli attori e il modello reale agito nei comportamenti organizzativi ed educativi, sulla cui base impostare un processo di miglioramento

-     punti di debolezza: scarsa credibilità di un impianto valutativo a gestione interna, facilmente soggetto a rischi di autoreferenzialità; forte investimento di tempo e energie nel processo valutativo progettato e gestito dagli stessi operatori scolastici.

 

d)    indicatori educativi

-     punti di forza: applicazione di strumenti di controllo nati in contesti economici a realtà sociali complesse

-     punti di debolezza: inconciliabile tensione tra uno strumento valutativo analitico e statico (gli indicatori) e una realtà educativa per sua natura complessa e dinamica.

 

e)    controllo degli esiti formativi

l’attenzione è centrata più che sui processi sui risultati ottenuti; questo sistema si avvale del sapere docimologico e della sua strumentazione metodologica e tecnica che si esplicano attraverso la costruzione di prove di verifica strutturate e standardizzate. L’attenzione viene spostata sulla missione del servizio scolastico, sull’esito finale.

 

Gli approcci metodologici nella valutazione sull’andamento complessivo del PdM prevedono un esame in itinere con frequenza annuale, effettuato dal Nucleo di Autovalutazione, che mira a:

  •   verificare periodicamente le azioni messe in atto
  •   controllare gli indicatori di monitoraggio dei traguardi legati agli esiti
  •   individuare eventuali necessità di modifica del PdM.

I risultati del PdM, evidenziati e pubblicati nello stesso documento, sono condivisi nei momenti di incontro programmati tra DS e Nucleo di Autovalutazione, tra DS e Staff, tra DS e Collegio dei docenti e infine tra DS e Consiglio d’Istituto.

 


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